
L’idea del progetto pale-judea nasce
nel luglio 2001. Dopo il fallimento dell’incontro
di Camp David nel 2000 volevo fare un
video che intervenisse in modo diretto
su un argomento che da anni mi sta a cuore:
la Palestina e Israele. Qui confluiscono
le tre religioni monoteistiche legate
dallo stesso patriarca (Abramo) e dagli
stessi profeti biblici- quindi un’accomunanza
fortissima-, qui si odiano e si flagellano
due popoli: quell’ebraico israeliano
e quello palestinese musulmano arabo.
Certamente non sono solo le differenze
religiose, -che a mio avviso hanno un
ruolo molto, ma molto relativo-, la causa
di questo conflitto, ma complesse implicazioni
dialettiche di carattere economico, storico,
psicologico e antropologico che non sta
a me in questa sede indagare e chiarire.
La
base del video ha un carattere visivo
simbolico. Si tratta di gemelli in sostanza
uguali nell’aspetto che, contrapposti
l’uno contro l’altro, cominciano
a litigare in modo estremo rivendicando
reciprocamente l’appartenenza del
proprio popolo alla Palestina o alla terra
promessa. Tecnicamente si tratta di un
solo attore che recita le due parti contraenti
e che allo stesso tempo, attraverso la
tecnica del taglio digitale, si pone contro
se stesso come se si trattasse di due
attori gemelli. La scenografia è
ridotta ai minimi termini, l’attore
viene ripreso a mezzo busto su uno sfondo
nero. L’ebreo israeliano porta gli
occhiali, non gesticola, indossa un maglioncino
verde scuro ed è leggermente più
robusto del palestinese. Il palestinese
gesticola, non porta gli occhiali ed indossa
un maglioncino rosso scuro. Chiaramente
prima di intraprendere questa impresa
così complessa e delicata ho svolto
degli studi avvalendomi di alcuni autori,
tra i quali vorrei citare Friedrich Schreiber
ex corrispondente della ARD in medioriente,
Avi Primor ex ambasciatore israeliano
a Berlino, Uri Avneri premio nobel alternativo
della pace e attivista pacifista israeliano.
In piú ho raccolto informazioni
attraverso testi religiosi, televisione,
amici e conoscenti. Il testo del litigio
non ha la pretesa di essere neutrale e
di imitare il linguaggio di un palestinese
arabo “vero” e di un ebreo
israeliano “vero”. Per me
è importante citare fatti che sono
fondati storicamente. Ho scelto quelli
che mi hanno più colpito e che
mi sembrano più adatti. Argomenti
che raramente vengono resi pubblici dai
media in particolare quelli che riguardano
i palestinesi. Ho cercato di immergermi
nelle due posizioni senza però
perdere un rapporto soggettivo e sincero
con me stesso. Quindi l’intento
non è né la neutralità
e né la propaganda, che talaltro
sono superate a mio avviso di per se dal
significato simbolico dei gemelli. Io
penso che L’arte impegnata abbia
come riferimento l’etica e l’umanità
e come tale essa tende nel suo effetto
posteriore sempre dalla parte della tolleranza,
della giustizia e di un’idea migliore
non legata alla violenza. Essa non da
soluzioni e non insegna di essere bravi,
ma può –nel senso di Andrej
Tarkowskij- scuotere e provocare catarsi,
e questo è un bene!
"Pale-Judea",
2002
Installatione Video
Videoproiezione a due canali, dvd/col,
durata 10 min.
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WORKS
I AM, 2003
EMPIRE, 2003
AZIONE
REAZIONE, 2002
PALE JUDEA,
2002
EDUCAZIONE ALLEVAMENTO, 2000-2001
A
SUICIDE GENE, 2000
TIME
1 - TIME 2, 2000
COGITO
ERGO SUNT, 1997
PRIGIONIERO
DELL’ARTE, 1997
GMBH
COMPLESSITA’, 1995-1996
MASSNAMEN,
1995
SENZA
TITOLO, 1993 |
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