
L'opera é stata realizzata in occasione
del ventesimo anniversario del rapimento
e dell'assassinio di Schleyer attraverso
la R.A.F. Schleyer era allora presidente
della confindustria tedesca, ed aveva
partecipato in modo attivo al regime nazista.
Le sue posizioni politiche erano tra le
più conservatrici del CDU (partito
dell'unione democristiana tedesca). Nel
1997 l'artista è stato invitato
ad esporre in uno spazio messo a disposizione
per artisti giovani "talentati"
all'interno della fiera dell'arte di Colonia.
È da ricordare che a Colonia è
avvenuto il rapimento. Il lavoro é
composto da due fotomontaggi digitali
montati alla parete e posti uno accanto
all'altro orizzontalmente. Tra le due
fotografie e ai lati esterni di esse sono
installate, su dei supporti di truciolato
tenuti a distanza dalla parete da un braccio
di ferro, rispettivamente, una fila verticale
di tre televisori. La fotografia di destra
mostra l'artista a torso nudo che tiene
tra le mani un foglio dove è indicato
il giorno d'apertura della fiera d'arte
di Colonia del 1977, alla data segue la
scritta "Gefangener der Kunst"(prigioniero
dell'arte). La composizione della foto
e il sottofondo sono esattamente l'originale
della famosa fotografia che il commando
RAF scattò a Martin Schlyer e che
tutti conosciamo. La persona di Schleyer
è stata sostituita digitalmente
con quella dell'artista. Sull'altra fotografia,
quella di sinistra, si vede il luogo del
rapimento con gli agenti di scorta e l'autista
morti assassinati a terra. Qui compare
un'altra irritazione. Tra i morti giace
in mutande bianche e con dei guanti di
velluto nero anche l'artista. Tra i due
fotomontaggi, sugli schermi dei televisori
si vede e si sente il famoso film propaganda
nazista di Leni Riefenstahl "Der
Triumph des Willens" (il trionfo
della volontà). Sugli schermi dei
televisori posti ai lati esterni dei fotomontaggi
sono mostrate e parlate, da una voce femminile
sottile, circa 1000 parole in inglese
prese a caso da un vocabolario. L'artista
prende in considerazione di come sia spesso
ipocrita e ambiguo per ogni popolo ed
individuo il confronto con un passato
storico recente indelebile. Allo stesso
tempo mette in discussione anche se stesso
e il sistema istituzionale del mercato
dell'arte che si vorrebbe porre al disopra
di ogni ambiguità.
Prigioniero
dell'Arte, 2006i
Edizione fotografica numerarta e firmata
in 10 copie + 1 P.A.
Fotografia a Colori montata su alluminio
dibond 3 mm
Misure 64 x 100 cm.
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WORKS
I AM, 2003
EMPIRE, 2003
AZIONE
REAZIONE, 2002
PALE JUDEA,
2002
EDUCAZIONE ALLEVAMENTO, 2000-2001
A
SUICIDE GENE, 2000
TIME
1 - TIME 2, 2000
COGITO
ERGO SUNT, 1997
PRIGIONIERO
DELL’ARTE, 1997
GMBH
COMPLESSITA’, 1995-1996
MASSNAMEN,
1995
SENZA
TITOLO, 1993 |
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