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| Questo ammasso di miniere è stato ripreso circumnavigando la base della montagne creando l´illusione di far girare la montagna su stessa. Shanghai è stato filmato di notte utilizzando una torcia di altissima potenza nel blindato campus universitario di Shanghai. Questo film è stato girato navigando tra edifici desolati. All’improvviso la luce illumina una giovane donna che cammina da sola nella notte. Ed infine "1414km" una scultura composta da due filmati. Le due registrazioni combinate mappano il viaggio dell’artista dal suo studio a South London fino in Italia. La macchina è stata attrezzata con due telecamere fisse; una per filmare in avanti, una per filmare indietro, e riprende il paesaggio tra lo studio e la sede di dispari&dispari project attraverso un percorso di 1414 km. La macchina, coperta di polvere, rimane ferma nello spazio espositivo come un segno del viaggio intrapreso tra questi due spazi. INEDITA LOUIS NIXON: Imponenti e inaccessibili montagne, pietre preziose e rari minerali sono i protagonisti della mostra "Across the Border", personale italiana dell'artista londinese Louis Nixon, ospitato dalla location industriale dispari&dispari project di Reggio Emilia dal 24 aprile al 30 maggio 2010. L'esposizione comprende sculture, pitture e video con i quali l'artista affronta il tema del territorio e del paesaggio. Opere che sono il frutto di una ricerca, che nascono dall'esplorazione reale dello spazio naturale e dalla registrazione di materiali e tengono conto degli aspetti politici e fisici del territorio visitato. Spazi spesso irraggiungibili e distanti quelli dipinti da Nixon, superfici e terreni rari e lontani. In esposizione trenta dipinti inediti incorniciati in contenitori bianchi e montati su uno sfondo di stoffa colorata. Non quadri banalmente appesi alla parete ma oggetti in mostra in un museo, reperti, scoperte di un passaggio nella natura. Passi invalicabili, montagne tratteggiate da lontano e pietre preziose delineate da vicino, in evidenza le sfaccettature e la complessità della superficie. Le opere cambiano, a seconda dei punti di vista, delle proporzioni, dei tempi e delle ripetizioni, delle pause e dei movimenti. I dipinti raffiguranti le montagne portano il nome del passo montuoso che segna il punto di confine, suggerendo il divieto al passaggio e la necessità del controllo. Le immagini delle pietre preziose e dei minerali portano il nome delle cave dove vengono estratti. |
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| Oltre ai dipinti e alle sculture Louis Nixon ci propone tre film, Mount Ararat, Mount Judd e Shanghai. Immagini in movimento di un viaggio in Armenia, lungo il confine con la Turchia, alla scoperta di quel monte in cui si arenò l'Arca di Noè. La circumnavigazione della montagna di Judd, nel centro geografico dell'Inghilterra, per mostrare le scorie di una cava di granito dismessa a Nuneaton. Una torcia per illuminare nella notte cinese il blindatissimo campus di Shangai, tra edifici desolati e solitarie camminate notturne. Luoghi protetti e invalicabili come passi di montagna innevati, difesi da guardie e protetti da recinti. Infine la video-scultura 1414 unisce due luoghi, lo studio di Louis Nixon, in South London e la galleria dispari&dispari project a Reggio Emilia. Le immagini rendono conto del lungo viaggio in macchina. Automobile che non è più mezzo di trasporto ma oggetto di scena, parte dell'esposizione e simbolo del viaggio. INTERVISTA A LOUIS NIXON (2005) dispari&dispari project: Chi è Luis Nixon Louis Nixon: Sono un artista e vivo e lavoro a Londra dal 1984. Tra il 1990 e il 2000 ho diretto un’organizzazione chiamata “Esplorazioni dello Spazio” e ho curato diverse mostre su larga scala con artisti internazionali in luoghi insoliti all’interno della City, come centrali elettriche o torri (palazzi a più piani). Mi sono sempre interessato alla relazione tra opera d’arte, spazio e spettatore. La sperimentazione è centrale nel mio lavoro. D&D: Che tipo di lavori prediligi LN: In questi ultimi anni ho concentrato la mia attenzione su installazioni multimediali nelle quali unire immagini video e composizioni sonore. Le mie installazioni utilizzano sistemi a bassa tecnologia che cercano di riconfigurare o per meglio, dire suggerire l’opera a chi l’osserva e la ascolta, facilitando la comprensione di questi sistemi. Penelope Curtis ha detto : i progetti sono come una serie di esercizi dove siamo in grado di sentirci al lavoro”. Recentemente ho focalizzato la mia attenzione su una nuova opera che è più adattabile a una varietà di spazi e può essere cambiata per venire incontro alle specifiche qualità di ogni luogo. |
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D&D: Perché a Reggio Emilia LN:Ho incontrato Andrea un anno fa a Londra insieme a un gruppo di artisti. Ero interessato dal modo in cui si approccia all’arte contemporanea, creando in collaborazione con artisti provenienti da tutto il mondo grandi eventi che poi circolano e vengono riproposti in altre città europee. Circa sei mesi fa ho ricevuto da Andrea la proposta di creare uno dei miei show elettronici nel suo spazio, ho preso un aereo, e appena ho visto il grande spazio industriale ho pensato che sarebbe stato il luogo i deale per la mia prima personale in Italia D&D: Che lavori saranno presentati in Atelier LN:Per Atelier 25 ho pensato a realizzare una installazione unica chiamata Everywhere Nowhere. La mia opera sarà un insieme di suoni immagini video e sculture. La mostra una serie di lavori “trovati” e raccolti da tutto il mondo in un periodo di oltre 2 anni; fumo da ciminiere serbe, barili di petrolio che rotolano e girano, un logo globale dalla fiancata di un camion olandese preso fuori casa mia a Hackney. Questi lavori nuovi, installati nello spazio evocano un’idea di ripetizione e disfunzione, dove gli eventi hanno luogo, ma nulla cambia “Ovunque e in nessun luogo”, ma soprattutto il lavoro tratta problematiche artistiche, cose inerenti all’arte e cose inerenti alla vita. Così, sebbene ci sia un modo in cui percepiamo e capiamo l’opera in relazione agli avvenimenti attuali, ci sono storie più immediate contenute dentro le installazioni che hanno a che fare con la loro creazione, le storie della loro materialità e gli spazi in cui sono realizzati i miei progetti. Come le strategie dell’ ”arte povera” o del “cinema imperfetto”, nella loro materiale semplicità e “ “calcolata misura”, spero che permettano allo spettatore di entrare nello spazio senza essere piegati dal peso di troppa conoscenza. La generazione del significato e in modo decisivo la trasformazione dello spazio materiale, del suono, dell’oggetto e dell’immagine in metafora, ricordo, riflessione e poesia si producono alla fine nella testa dell’osservatore. |
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