|
 |
 |
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
|
| |
| A
PIECE OF LAND
PETER
GOI
INAUGURAZIONE SABATO 20 FEBBRAIO
DAL 23 FEBBRAIO AL 18 APRILE 2010 |
|
|
|
|
| DOWNLOAD
- ENGLISH PRESS RELASE
- GERMAN PRESS RELASE
- INVITATION CARD
- MAGAZINE PROMOTION
- HANDWHELL
|
|
|
|
| |
|
| A
Piece of Land - Peter Goi, Wild Garden 2010 |
|
COMUNICATO STAMPA:
dispari&dispari project inaugura sabato 20 febbraio 2010 alle ore
18.00, “A Piece of Land”, una esposizione di pittura e scultura
di Peter Goi (Büsum, 1965). Correva l’anno 2002 quando Goi
per la prima volta occupò lo studio di dispari&dispari project
per la realizzazione del progetto itinerante “Ferrariboy”,
che dopo essere stato presentato per la prima volta a Reggio Emilia fu
performato ed esibito ad Amsterdam, Amburgo, New York e Berlino. Oggi
a distanza di 8 anni Goi ritorna per presentarci un altro grande e inedito
progetto realizzato tra novembre 2009 e febbraio 2010 nella location industriale
di dispari&dispari project. “A Piece of Land” è
il nome di una installazione totale in cui pitture, sculture, disegni
e materiali organici come terra, legno, acqua e fuoco giocano a scambiarsi
continuamente di ruolo diventando le prime materia i secondi artificio.
Si accede alla mostra passando per un “China Shop”, dove l’artista
ha meticolosamente collezionato e rielaborato graficamente alcune copie
di celebri dipinti europei classici e religiosi “Made in China”,
tentando di restituire a queste icone del passato quella originalità
perdutasi nel processo di riproduzione seriale. Attraverso un corridoio
del negozio si è proiettati nel bel mezzo di una giungla selvaggia;
qui una natura psichedelica in costante trasformazione ha preso il sopravvento
sulla realtà generando visioni deviate di animali esotici, piante
rampicanti e paesaggi interiori fantastici. Ai confini della giungla,
cinque opere su legno sono lo specchio che permette di fruire l’artificialità
della pittura riflessa in un bosco di bambù. La mostra è
visibile fino al 18 aprile 2010, per maggiori informazioni visita www.dispariedispari.org
/ www.petergoi.com
|
|
| A
Piece of Land - Peter Goi, Wild Garden 2010 |
|
|
TESTO CRITICO: Una natura primordiale e futurista, selvaggia
e psichedelica invaderà lo spazio espositivo "dispari &
dispari project" di Reggio Emilia dal 20 febbraio al 14 aprile. Peter
Goi con l'esposizione "A Piece of Land" presenta opere inedite,
realizzate tra novembre 2009 e febbraio 2010 nella location industriale,
che già nel 2002 aveva ospitato un progetto espositivo dell'artista
tedesco. Alla mostra si accede percorrendo un vero e proprio "China
Shop", in cui sono esposte rielaborazioni grafiche di celebri dipinti
europei "Made in China", con l'intento di reinvestire i capolavori
europei di quell'originalità perduta nel processo di riproduzione
seriale. Attraverso lo spazio scuro del China Shop si entra in una bianca
foresta di bambù, habitat naturale per forme d'arte eterogenee,
pitture, sculture e disegni. "E' una natura in costante trasformazione
- dice Andrea Sassi, curatore della mostra e direttore artistico della
galleria - una natura che si amalgama, mette insieme elementi diversi
per trovare il suo equilibro". Artista dalla personalità multiforme,
Peter Goi crea un universo fantastico, arcaico e suggestivo, che prende
il sopravvento sulla realtà. Una natura sovrana che si manifesta
in ogni canna di bambù, in ogni dipinto che ritrae visioni di animali
esotici, abbaglianti piante rampicanti ma anche fantastici paesaggi interiori.
L'opera d'arte perde la sua artificiosità per divenire emanazione
di quell'ambiente selvaggio e in perenne metamorfosi. Un mutamento al
quale partecipano i materiali usati, dal legno alla terra, dall'argilla
alle pelli di capra, materiali primitivi rielaborati e assoggettati all'unico
grande gioco della natura. "E' un'installazione totale - continua
Andrea Sassi - che si può definire un complex, in cui ogni elemento
è relazionato con lo spazio che lo circonda". Se i dipinti
raffigurano la giungla selvaggia, le sculture rappresentano progetti di
case, divengono modelli per possibili bioarchitetture. Infine, per non
dimenticare il mondo di cui noi tutti facciamo parte e al quale talvolta
cerchiamo di sfuggire, ai lati della giungla primitiva cinque grandi opere
su legno riconducono alla realtà.
|
 |
| A
Piece of Land - Peter Goi, Wild Garden 2010 |
|
|
PROFILO:
Peter GOI (Büsum 1965), appartiene a quella categoria di artisti
che ama fondere insieme arte e vita privata. Il suo stile è una
somma di altri stili, ma nonostante questo risulta inconfondibile già
dal primo sguardo. GOI disegna, progetta, dipinge, fotografa, fa performance,
ma soprattutto trasforma ogni cosa o persona che entra nel suo raggio
d’azione in elemento costitutivo del suo lavoro. I GOI-Komplex,
sculture ambientali – simili a buchi neri – che possono contenere
da poche decine a migliaia di immagini, sono l’espressione più
completa e articolata dell’opera di GOI. Essi rappresentano un esempio
emblematico di opera d’arte totale e introducono nuovi argomenti
di riflessione. Tra le caratteristiche peculiari di Peter GOI vi è
quella aver sviluppato, da circa un decennio, una personalità artistica
multipla. Il che significa, sul piano pratico, che l’artista ha
creato uno dopo l’altro svariati personaggi, ciascuno dei quali
dotato di un proprio look e di un pensiero estetico. Il primogenito è
Zitronnenman (Uomo limone/Lemon Man 1992-93, nei panni del quale GOI indossa
una calzamaglia gialla con bottoni neri, detta anche nerve costume), ossia
la maschera inventata all’inizio degli anni Novanta in occasione
della fondazione della Ditta “GOI”. Durante questa fase, il
lavoro dall’artista tedesco consiste nella realizzazione e spedizione
di normali casse da imballaggio in legno, recanti impresso il marchio
GOI e la decrizione del contenuto (inesistente) delle stesse. Dopo Zitronenman
è la volta di Schrumpfgoi (Goi-accartocciato/Shrinking Goi, 1993-94,
il cui aspetto ricorda quello di un mostro partorito dalla fantasia di
Bosch: gambe ripiegate sul tronco, naso a corno, rami secchi al posto
delle braccia, etc.), contraddittoria figura, dallo sguardo “territoriale”
(vigile sullo spazio), espressione di un ricercato isolamento dall’arte
“Trendy” e di un atteggiamento volutamente “undercover”,
volto alla scoperta di se stessi ed alla decostruzione della Macht (forza/potere)
presente nel mondo dell’arte.
|
 |
| A
Piece of Land - Peter Goi, Wild Garden 2010 |
|
Nel periodo di riferimento, GOI prova ogni eccesso e si dedica alla maniacale
ricerca di una nuova famiglia “di riserva” all’interno
della Love WG (Comune dell’amore, club-atelier situato a Mitte,
nel cuore di Berlino Est), una “società insulare” inizialmente
frequentata soltanto da artisti e in seguito aperta anche al pubblico,
in cui si svolgono mostre, concerti, happenings e performance di ogni
tipo. Appartengono a questa stagione le maschere di GOI-Love WG (Peti,
1993-95) e GOI-Gaudy Stresse (1996-98). Si arriva così A Bern Hass
(Bernardo Odio/Bern Hate, 1998-2000, per interpretare il quale GOI indossa
Ray-ban a goccia, cappellino da baseball, stupide magliette e vestiti
sporchi di colore), parodia di un pittore freack, psicotico e incompreso
da tutti, che dipinge quadri pieni di cerchi colorati e di riferimenti
alla cultura psichedelica degli anni Sessanta. La definizione di questa
figura risulta particolarmente complessa, per cui GOI la divide in due
fasi: la prima vede Bern Hass impegnato in un ruolo pseudo sociale (vive
in ambiente dotato di bar, palcoscenico, letto, pedana per gli ospiti,
quadretti, scorte di verdura fresca e tutto all’insegna dell’amore)
e l’altra in cui è assorbito dalla ricerca di una pittura
“nuova”, ottenuta mediante la fusione di diversi stili. Supremo
interprete della “scultura privata”, Bern Hass inserisce i
propri familiari e gli amici in ambienti colorati e caotici, al motto
di “nessuna presentazione pubblica”. Dalle ceneri di Bern
Hass sorge infine Pop-Eye (Testa d’uovo/the Egghead, 1999-2001,
un buffo personaggio che l’artista tedesco interpreta applicandosi
una bocca sulla nuca e due occhi da pupazzo sulla testa calva). Quest’ultima
fase coincide con la creazione dei cosiddetti “Spazi-occhi”,
di un Museo degli occhi dell’artista e di un progetto intitolato
“Casamobile - Viaggio in Italia 2000” (monolocale-atelier
ricavato da un cubo di legno montato su ruote), cui si è recentemente
aggiunto anche il progetto “Ferrari”. “Casamobile”,
in particolare, rappresente un punto di svolta nel lavoro di GOI, segnando
un suo ritorno alle origini e alla natura, nonchè la decisiva verifica
di un’idea utopistica, che prevede la fondazione di una comunità
di amici all’interno di un complesso abitativo modulare e semovente.
|
 |
| |
| A
Piece of Land - Peter Goi, Wild Garden 2010 |
|
| |
|
| |
|
Ideazione:
Artista:
A cura di:
Indirizzo:
Inaugurazione:
Periodo:
Tel:
Fax:
Info:
|
A PIECE OF LAND
dispari&dispari project
Peter Goi
Andrea Sassi
Via V.Monti 25, Reggio Emilia
Sabato 20 Febbraio 2010, ore 18.00
Fino al 14 Aprile 2010
da martedì a venerdì dalle 10.00 - 13.00 / 15.00 -
19.30
sabato e domenica su appuntamento
+39.335.6097304
+39.0522.557344
info(at)dispariedispari.org
www.dispariedispari.org |
|