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| INCISIONI
VENEZIANE
THOMAS
KILPPER
INAUGURAZIONE SABATO 11 FEBBRAIO 2012 ORE
18.00
DAL 13 FEBBRAIO AL 15 APRILE
2012 |
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INTERNAL
LINK
- THOMAS KILPPER CV
- THOMAS KILPPER PHOTO
- THOMAS KILPPER EDITION
EXTERNAL LINK
- THOMAS
KILPPER SITE |
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| DOWNLOAD
- ENGLISH PRESS RELASE
- INVITATION CARD
- HANDWHELL
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| Incisioni
Veneziane - Thomas Kilpper, 2012 - Prime prove di stampa |
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COMUNICATO STAMPA: dispari&dispari project inaugura
Sabato 11 febbraio 2012 alle ore 18.00 la mostra “Incisioni
Veneziane”, seconda personale di Thomas Kilpper
(Stoccarda, 1956) presso dispari&dispari. Questa volta Kilpper converte
lo spazio espositivo in una stamperia utilizzando il pavimento in legno
del suo "Pavilion for Revolutionary Free Speech" che ha realizzato
lo scorso anno per la mostra del Padiglione Danese "Speech Matters"
all'interno della 54° Biennale di Venezia. Per la prima volta l'artista
ha l'opportunità e le condizioni di lavoro di utilizzare i suoi
140 metri quadrati di legno intagliato proveniente dalla Biennale di
Venezia come matrice per la realizzazione di stampe di grande formato
su carte e tessuto.
In questo lavoro Kilpper si riferisce a temi sociali (come) la censura,
l'abuso della libertà di espressione o l'esclusione di parti
del genere umano o della società. Tuttavia l'obiettivo principale
dell'opera si focalizza sulla situazione Europea generale, dove negli
ultimi 20 anni è avvenuto uno spostamento di potere politico:
Le fazioni, una volta marginali di estrema destra si sono insediate
nei centri di potere. E' stato possibile vedere questo sviluppo dalla
Francia all'Italia, in Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Ungheria e Austria...
Kilpper sottolinea che tutto ciò deve essere fermato e trasformato
con una nuova mossa verso la libertà, l'emancipazione e l'uguaglianza
sociale. "Voglio un'Europa aperta, dove tutti noi viviamo con gli
stessi diritti, in particolare con gli immigrati e i rifugiati provenienti
da altre culture", ha affermato Kilpper in un'intervista con l'agenzia
di stampa tedesca dpa.
La mostra è aperta fino al 15 aprile 2012, per
maggiori informazioni visita www.dispariedispari.org
* Si ringrazia per il supporto: Collezione Maramotti / Max Mara
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| Incisioni
Veneziane - Thomas Kilpper, 2012 - Prime prove di stampa |
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PRESS RELEASE: dispari&dispari project is pleased
to invite you on Saturday February 11, 2012 h 6.00 pm.
to the opening of the exhibition "Venetian Prints",
the second solo show by Thomas Kilpper (Stuttgart, 1956)
at dispari&dispari project. This time Thomas Kilpper transforms the
exhibition space into a printing office laying out the wooden floor of
his "Pavilion for Revolutionary Free Speech" that he made last
year for the Danish Pavilions "Speech Matters" exhibition within
the 54th Venice Biennial. For the first time he now has the opportunity
and working conditions to use his 140 square meters large floor-cut from
the Venice Biennial as a template to do large-scale prints on paper and
fabrics.
In this work Kilpper refers to social issues (such as) censorship, abuse
of freedom of expression or the exclusion of parts of mankind or the society.
However the main focus is set on the general situation in Europe, where
within the last 20 years a shift in political power did happen: The once
marginal factions of the extreme right have moved to the centers of power.
This development was to be seen from France to Italy, Denmark, Netherlands,
Belgium to Hungary and Austria... Kilpper stresses this has to be stopped
and turned by a new move towards freedom, emancipation and social equality.
"I want an open Europe, where we all live with equal rights, especially
with the immigrants and refugees from other cultures", Kilpper states
in an interview with the German press agency, dpa.
The exhibition is open until April 15, 2012, for more
information visit www.dispariedispari.org
* Thank for the support: Maramotti Collection / Max Mara
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| Incisioni
Veneziane - Thomas Kilpper, 2012 - Prime prove di stampa |
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Thomas Kilpper
L'arte (sotto) ai nostri piedi
Intervista di Chiara Serri
(Espoarte Contemporary Art Magazine n. 75, primavera 2012, pp. 62-65)
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Un
titolo classico - Incisioni veneziane - nel quale rivive il mito del
Grand Tour. Il viaggio intrapreso da Thomas Kilpper, tuttavia, non si
sofferma sui monumenti dell’insula felix, ma sul contesto socio-politico
italiano ed europeo. Vincitore del Premio Villa Romana 2011 e protagonista
all'ultima Biennale di Venezia, l’artista tedesco porta a Reggio
Emilia il “pavimento” veneziano, utilizzato come matrice
per “stampare” un centinaio di grandi opere su tela...
Chiara
Serri: In un momento in cui molti artisti si avvalgono delle nuove tecnologie,
la tua ricerca recupera un linguaggio antico, come quello dell’incisione,
utilizzato per opere a carattere monumentale. Qual è stato il
percorso che ti ha condotto da Francoforte alla Biennale di Venezia?
Thomas Kilpper: Mi piace pensare di poter usare ogni tipo di supporto,
purché adeguato all’opera da realizzare. Mi avvalgo di
sistemi digitali così come dello scalpello. Non ho problemi ad
utilizzare strumenti high-tech, ma devo confessare di preferire le cose
semplici, anche perché non credo che l’impiego di nuove
tecnologie sia garanzia di contemporaneità. Il mio primo intervento
in una struttura architettonica preesistente è stato all’interno
di una base militare americana nei pressi di Francoforte. Ho inciso
sul pavimento elementi tratti dalla storia ufficiale del luogo e da
dati autobiografici. Il mio lavoro si è sviluppato, da allora,
in maniera abbastanza eclettica e diversificata, ma sempre in relazione
alla sede della mostra. Dodici anni dopo, alla Biennale di Venezia,
ho costruito il mio personale padiglione.
La
tua installazione all’interno del Padiglione Danese ha suscitato
grande scalpore. Molti media hanno letto, infatti, la presenza di Angela
Merkel, Silvio Berlusconi e Papa Benedetto XVI sul pavimento della struttura
come un invito a “calpestare” alcune figure di primo piano
del panorama italiano ed europeo. Ti ritrovi in questa interpretazione?
Assolutamente no! In dodici anni ho realizzato cinque grandi opere a
pavimento, ma non ho mai istigato i visitatori a “calpestare”
nessuno. Invito le persone a guardare con attenzione il mio lavoro,
sperando che esso susciti riflessioni. Naturalmente ognuno può
decidere liberamente dove e come camminare... In realtà, anche
capolavori del passato, come le storie bibliche del Duomo di Siena,
sono intarsiate sul pavimento. Si tratta forse di un invito a calpestare
Gesù o San Marco?
Com’è
nato il Pavillon for Revolutionary Free Speech? Quali i contenuti?
Ho costruito un luogo immerso nel verde, un sub-padiglione o un anti-palazzo,
dove le persone possono fermarsi e riposare. Solo dopo essere entrati,
però, ci si accorge che lo spazio è gravato da problemi
sociali e conflitti politici. Come nella vita reale, il desiderio incontra
la realtà. Nel floor-cut mi sono concentrato sul fatto che i
gruppi di estrema destra si sono avvicinati ai centri di potere in Europa.
Alcuni governi sono ora dipendenti dai voti dell'estrema destra, con
conseguenze devastanti. Questa tendenza è rappresentata, nel
mio pezzo, attraverso i ritratti di politici conservatori. Un altro
elemento è il roll-back sulla libertà di parola, la censura
e la manipolazione dei media. Il progetto, riproposto a Reggio Emilia
negli spazi di dispari&dispari project, consiste nel riallestimento
di gran parte del pavimento veneziano, utilizzato come matrice per stampare
un centinaio di opere uniche su tela, anch’esse esposte.
Negli
ultimi anni sei stato invitato in diverse città italiane e hai
vinto il Premio Villa Romana 2011. Il tuo esordio italiano è
legato tuttavia ad Un faro per Lampedusa! un progetto dai forti contenuti
politici e sociali…
Quando nel 2008 sono stato invitato da dispari&dispari project ad
allestire la mia prima personale in Italia, ho sviluppato il progetto
Un faro per Lampedusa! Si tratta di un work in progress estremamente
attuale, anche alla luce della “Primavera araba”, che potrebbe
essere seguita da un drammatico "Inverno arabo", con gravi
conseguenze e la fuga di molti. Il mio progetto si pone l’obiettivo
di migliorare sia le condizioni dei migranti, guidati e accolti dalla
luce di un faro, che degli abitanti di Lampedusa, per i quali il faro
potrebbe diventare un centro culturale, un luogo per ascoltare e imparare
dagli altri.
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| Incisioni
Veneziane - Thomas Kilpper, 2012 - Prime prove di stampa |
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Un elemento che spesso ritroviamo nei tuoi progetti è il lavoro
fisico, la fatica. Pensiamo ad esempio ad Al Hissan - The Jenin Horse,
che ti ha visto impegnato nella costruzione di un grande cavallo, trasportato
da ragazzi ed intellettuali dalla Palestina ad Israele…
L'aspetto fisico del mio lavoro è un dato di fatto. Quando ho iniziato
a realizzare i floor-cut, la scelta era dettata dalla ricerca di una maggiore
resistenza rispetto ai precedenti disegni a carboncino. Da ragazzo, collegavo
la mia giovane età alla debolezza fisica, per cui credo che raggiungere
i miei limiti fisici corrisponda ad un modo per superare questa sensazione,
profondamente radicata nel mio subconscio. Nel 2004 sono stato invitato
dal German Goethe Institute a Ramallah, per svolgere un progetto artistico
nei territori occupati. Una sfida enorme, sia dal punto di vista fisico
che mentale. Ci trovavamo ad eseguire saldature a temperature roventi,
senza battere in ritirata quando i carri armati entravano ruggenti in
città e senza smettere mai di spronare i giovani palestinesi a
portare a termine il progetto. È stato uno dei momenti più
intensi della mia vita…
A Berlino
gestisci lo spazio per eventi After the Butcher, esponendo opere di artisti
internazionali. Di cosa si tratta?
After the Butcher è uno spazio espositivo senza fine di lucro.
Il mio obiettivo principale è quello di presentare artisti che
meriterebbero maggiore visibilità. Considero After the Butcher
come uno dei miei progetti in corso. Costruisco il programma, ma non sono
davvero il curatore: gli artisti stessi decidono cosa realizzare, relazionandosi
con lo spazio messo loro a disposizione. Dovrebbe essere un luogo sperimentale,
fresco, critico e audace.
Thomas
Kilpper è nato nel 1956 a Stoccarda. Vive e lavora a Berlino
Selezione mostre personali recenti:
2010 - Punk statt Stasi!, Christian Nagel Gallery, Köln
2009 - State of Control, former GDR State Security ('Stasi-') HQs, Berlin
and State of Control, Neuer Berliner Kunstverein (n.b.k.)
- Un faro per Lampedusa! Villa Romana, Firenze
- State of Control, Olaf Stueber Gallery, Berlino
2008 - Un faro per Lampedusa! dispari&dispari project, Reggio Emilia
Selezione mostre collettive recenti:
2012 - Bergen Kunsthalle, Norvegia
- Ludwig Forum, Aachen
2011 - Declining Democracy, CCC - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina,
Firenze
- 54. Biennale di Venezia, Padiglione Danese
- Encuentro de Medellín MDE11, Medellín (Colombia)
2010 - Philagrafika – The Graphic Unconscious, Philadelphia (USA)
- Fokus Lodz Biennale, Lodz (Polonia)
- Mediation, Poznan Biennale for Contemporary Arts, Poznan (Polonia)
- Anemonevej Surprises, Tumult Kunst-Festival Lolland, Dänmark
2009 - 4th International Architecture Biennial, IABR, Rotterdam
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INCISIONI
VENEZIANE
dispari&dispari project
Thomas
Kilpper
Andrea Sassi
Location Industriale
Z.I Buco del Signore, via V.Monti, 25 - Reggio Emilia
11 Febbraio 2012 ore 18.00
dal
13 Febbraio al 15 Aprile 2012
da martedì al venerdì dalle 10.00/13.00 - 15.00/19.30
sabato e domenica su appuntamento
tel 0039.335.6097304
fax 0039.0522.557344
info@dispariedispari.org
www.dispariedispari.org
www.kilpper-projects.de |
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