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WHAT
HAPPENS
13 ARTISTI CONTEMPORANEI INTERPRETANO LA
CITTA
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DAL 14 OTTOBRE AL 12 NOVEMBRE 2006 |
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ARTIST
ALTERAZIONI VIDEO
FRANCISCO BLANES
CAROLINA CAYCEDO
COSTANTINO CIERVO
JORDI COLOMER
DAVID COTTERRELL
DIONIS ESCORSA
MICHAEL FLIRI
ALLARD VAN HORN
RENATA LUCAS
LEE WALTON
ROTOR
ZIMMERFREI |
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| DOWNLOAD
- ENGLISH PRESS RELASE
- INVITATION CARD
- HANDWHELL
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What
Happens - Installation view at dispari&dispari project |
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WHAT HAPPENS
Dispari&Dispari Project presenta sabato 14 Ottobre ore 18.00 What
Happens?, rassegna di arte video curata da Andrea Sassi e Margherita Salmaso,
che riunisce il lavoro di 13 artisti internazionali che interpretano la
città producendo azioni e interventi in contesti pubblici.
COMUNICATO STAMPA
Dispari&Dispari inaugura la stagione espositiva 2006/2007 ponendosi
un semplice eppur fondamentale quesito: What Happens? Cosa [ci] succede?
Campo d’indagine sono le città di tutto il mondo, quei centri
urbani che sempre più sono soggetti a continue, repentine, trasformazioni
sociali. Cantieri a cielo aperto, culle di un meticciatto subito immo[rta]lato
dall’architettura... il processo di ridefinizione della realtà
urbana fa della città un complesso organismo vivente, un corpo
gonfio e pulsante in cerca di nuova linfa vitale, meglio: di una nuova
filosofia di vita. Organizzazione, sviluppo (culturale ed economico),
potenziamento delle infrastrutture, ottimizzazione, sono alcuni degli
obiettivi volti a migliorare la qualità del vivere quotidiano;
presupposti che vanno a intaccare l’equilibrio al quale siamo abituati.
Non fa eccezione la stessa Reggio Emilia che negli ultimi anni è
stata coinvolta in diversi progetti, tra cui l’alta velocità
e il polo universitario, ma anche opere pubbliche, rotonde stradali e
ristrutturazioni di edifici, strade, piazze, che hanno in parte trasformato
la città, connotandola di aspetti diversi. Nuovi flussi migratori
hanno inoltre dato il via a meccanismi di aggregazione e fenomeni di riorganizzazione,
centri di culto, supermarket orientali, call center, etc, luoghi che fino
a poco tempo fa era impensabile trovare nel nostro territorio. E poiché
le città rispecchiano la società (di fatto l’architettura
e l’urbanistica cercano di conciliare le tecnologie con le culture
vigenti), assistiamo a un’ulteriore riformulazione delle nostre
esperienze quotidiane. Nei limiti della collocazione geografica, lo scenario
attuale finisce per coinvolgere tanto le forme quanto i destini (ci fornisce
cioè un’escatologia della società del futuro). Tutti
questi aspetti modificano la percezione stessa della città e con
essa le abitudini, gli usi, i costumi. Mentre assistiamo alle co[ntra]stanti
trasformazioni dell’habitat/habitus civico, tredici artisti contemporanei
ci presentano una personalissima riflessione sulla città attraverso
la realizzazione di video con cui documentano le loro azioni in contesti
urbani, sollecitati da eventi di portata sociale, disordini edili, o più
semplicemente da una riappropriazione degli spazi pubblici. Non a caso
le opere sono state realizzate in alcune delle principali capitali mondiali,
New York, Londra, Barcellona, Milano, Berlino, Bogotá, metropoli
che da tempo vivono situazioni legate alla globalizzazione di massa, il
ché comporta processi d’integrazione e metamorfosi di carattere
architettonico. Proporre esempi di metropoli che hanno già vissuto
questi fenomeni ci può aiutare a capire quello che succederà
e quello che sta già succedendo. In quest’ottica la rassegna
intende presentare progetti collettivi e autori provenienti da realtà
internazionali assai diverse, i quali interpretano la città non
più solo in virtù della sua forma-funzione ma intendono
servirsene come un vero e proprio linguaggio, un mezzo, un tema, uno sfondo
su cui lavorare. “What Happens?” è quindi un percorso
all'interno delle pratiche artistiche che hanno fatto dell'interpretazione
della vita – nel territorio, nel sociale, nel politico – la
loro materia prima.
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What
Happens - Installation view at dispari&dispari project |
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| Livelli
Invisibili, Città Elettriche “Le
torri della città si stirano in ogni direzione, le metafora di
base è un’infinita onnidirezionale compressione urbana. Umanità
senza fine….città, strade, per giorni all’infinito”.
Ogni città cresce e si sviluppa attraverso la dimensione spaziale:
case, palazzi, giardini, strade; e attraverso la dimensione temporale:
il tempo che ci mette l’uomo a costruire e trasformare, disfare
e ricostruire, rifacendo continuamente ciò che esiste già.
Cos’è l’urbanizzazione, se non il risultato dell’espressione
umana in relazione allo spazio e al tempo? Il tempo sembra oggi aver conquistato
innegabile rilevanza; se Fernand Braudel scrisse “Ogni civiltà,
vasta o meno, può sempre essere localizzata in una mappa, discutere
di civilizzazioni equivale sempre a discutere di spazio, terra e confini”,
oggi, le mappe sfumano e i limiti geografici sono in parte collassati.
L’ultima fetta di terra acclamata da un stato nazione è stata
inghiottita nel 1899. Il nostro è il primo secolo senza terre inesplorate,
senza confini da oltrepassare. Il tempo ha testimoniato la volontà
umana, fatta di potere e idee che incessantemente cambiano la faccia delle
città, rivelandone i paradossi e gli esiti dello sviluppo, laddove
l’artificiale diventa realtà. Le città crescono con
il flusso delle persone e le loro economie, come spazi fabbricati ed accelerati,
basati preminentemente attorno alla trasformazione del capitale. Nelle
metropoli di oggi vediamo strade che hanno un significato fintanto che
il momento presente sostiene l’occorrenza del progetto; fino a che
qualcuno le vuole in quel modo, e urbanisti e architetti sono al lavoro.
Una versione della realtà viene commerciata, scambiata con un’altra,
come il progetto per il parco cittadino, rimpiazzato dall’ennesimo
centro commerciale. Spesso, ai margini, negli spazi di mezzo fra un quartiere
chic e la piazza di ritrovo, fra i luoghi d’attrazione turistica
e la business city, i soldi svaniscono, i progetti si arrestano, le strade
finiscono, e iniziano le favelas, dispiegando gli invisibili livelli nascosti
di un’altra realtà, un’altra condizione urbana. E’
soprattutto in questi luoghi ancora indefiniti, nel degrado o nell’abbandono,
che si giocano le più grosse partite di speculazione immobiliare
e di trasformazione delle città, il più delle volte i progetti
vengono imposti dall’alto. Nuovi e puliti progetti di riordino che
sembrano volersi costruire sui precedenti livelli di civilizzazione, a
volte cancellandone le tracce, sovrapponendo moduli monotoni e indistinti,
frammenti sempre simili, variazioni prese a prestito da una città
ideale, sicura, organizzata, perfetta. Le megalopoli di oggi, edificate
velocemente per stratificazioni ulteriori, rischiano di non poter mostrare
la loro storia, sono costrette a raccontarla soltanto verbalmente, a viverla
giorno per giorno. Del resto, è proprio la vita di una città,
l’effetto aggregato dell’interazione umana, ad evadere costantemente
ogni pianificazione; la ricerca del controllo sui vari elementi del pulsare
cittadino s’incontra costantemente con il caos e il disordine, quali
aspetti naturali della molteplicità. Il molteplice misura la realtà
dell’esperienza, in ricombinazioni di forme, ci insegna la maniera
in cui guardare il mondo, e ci mostra che le città hanno miriadi
di riflessi.
(continua)
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| What
Happens - Installation view at dispari&dispari project |
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I livelli invisibili delle città sono qui rappresentati compositamente
nelle varie interpretazioni di diversi artisti. Alcuni scavano l’artificialità
del paesaggio urbano cercando una dimensione alternativa, un punto di
vista nuovo che insinua il dubbio sull’ordinarietà del nostro
vivere lo spazio, trovando una dimensione di maggior carica emozionale;
altri propongono un’esplicita riflessione usando il documentario
per rivelare aspetti poco esplorati. La rassegna intende mostrare come
i processi creativi possono insegnare la molteplicità, terreno
di lavoro della varietà di interpretazioni del reale cittadino.
Gli artisti enfatizzano il gioco costante della differenza. Vari livelli
di civilizzazione sono combinati e ricombinati, interconnessi in nuove
relazioni, permeati da emanazioni intersecanti e trasmissioni di vita,
pulsanti d’informazioni. Livelli sottostanti la superficie ordinaria
delle città formano una struttura rizomatica. Scene differenti,
riflessi e alterazioni sono rappresentate nell’area espositiva,
un composito di simultanee esistenze e risultati creativi che illuminano
similitudini inaspettate in divenire. Attraverso parallele e molteplici
dimensioni, lo spazio ospita una città immaginaria, una città
che respira e si trasforma, un sistema aperto in interazione. Barcellona,
Roma, Shanghai, Londra, New York, Osaka, Milano, San Paolo, Bogotà,
sono le città interpretate dagli artisti invitati.
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Margherita Salmaso, Reggio Emilia, 09 Ott 2006
Tratto dall’inglese Invisible Layers, Electric Cities, Shanghai
01 Apr 2006
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WHAT HAPPENS
RASSEGNA VIDEO
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This
round is on me . Michael Fliri . 2001 . 3min30”
Michael Fliri (Silandro-BZ, 1978) è un performer e video
artista. Spesso ricorre alla metafora degli animali – la gallina,
la pecora, il maiale – che in una sorta di performance pregressa
sviluppano diverse aree semantiche che scivolano dall’ironia
alla simbologia. Tutti i suoi lavori video sono frutto di un intervento
performativo che coinvolge l’artista in prima persona con
la propria presenza. Le riprese avvengono alla maniera della documentazione,
rientrano cioè nel filmato convenzionale della performance,
tutto però viene svolto ed eseguito una sola volta. In This
round is on me, in una campagna desolata con il cielo fittamente
grigio, si vede Michael in versione uccello punk che si costruisce
attorno un nido, un uovo che lo ingloba e dal quale dovrà
riuscire a liberarsi. Un processo evolutivo all’inverso: nell’era
contemporanea della complessità, l’uomo di Michael
Fliri torna allo stato animale. |
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Alt
Terrats . RoToR . 2004 . 6min
Rotorr, fondato nel 2001 da Vahida Ramujkic (1973, Belgrado) e Laïa
Sadurní (1973, Barcellona), è il cuore di una macchina
che manda impulsi e idee alla società. Rotorrr ri-questiona
domini conosciuti dello spazio e del tempo, lavora allacciando i
codici di due sistemi, quello fisico, inteso come mondo reale, e
quello informatico, virtuale, inteso come cyber spazio. Crea un
tutto unico all’interno del quale applica le regole di un
sistema all’altro e viceversa, aprendo nuovi legami e punti
di partenza per l’esplorazione e l’avventura. Alt Terrats
fa parte dell’esplorazione “aerea” di Rotorrr,
è la storia di un itinerario attraverso il territorio sopraelevato
del quartiere gotico di Barcellona: i suoi tetti, una terra privata,
inusuale e sconosciuta. Web: www.rotorrr.org |
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Sunny
Side . Alterazioni Video . 2004 . 5min
Alterazioni Video è un collettivo di cinque artisti (Paololuca
Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu
e Giacomo Porfiri), nato a Milano nel 2003. Come una rete d’azioni,
un progetto di comunicazione, a volte di disturbo, opera attraverso
work-in-progress e installazioni site-specific. A.V. sviluppa strade
alternative di rivisitazione dei confini fra verità e rappresentazione,
fra legale e illegale, nelle loro parole: ”sperimentiamo strategie
e situazioni di insinuazione nella realtà che comportano
dei rischi, elaboriamo networks paralleli e deformiamo i punti di
vista convenzionali”. Il video è dunque il mezzo che
usano per testimoniare queste “alterazioni”.
Sunny Side, video 'illegale' girato a Milano, nei dintorni del carcere
di S.Vittore, in una soleggiata giornata invernale, parla di un
atto di disobbedienza come forma di sopravvivenza e della sensazione
di impotenza e soffocamento che può dare una prigione. Web:
www.alterazionivideo.com
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Break Dance
Season . Carolina Cayacedo . 2003 . 11min
Carolina Caycedo (Londra, 1978) è un’artista colombo-britannica
che sviluppa progetti pensati lungo le strade e coinvolge il pubblico
in forme di partecipazione. Il suo lavoro è caratterizzato
da un interesse particolare nelle strategie di riappropriazione
dello spazio pubblico e le conseguenze derivanti. Centrale è
l’idea dello scambio, nella creazione di situazioni d’interazione
specifiche che fanno emergere nuove dinamiche sociali e culturali.
A Bogotà ha organizzato Break Dance Season, un contest
di break dance in uno spazio occupato. Attraverso questo intervento
ha in un certo modo legittimato il luogo: con un lavoro di documentazione
video ha dato voce all’azione dei partecipanti, altrimenti
silenziosa e underground.
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Urban Mandalas,
Barcellona . Allard van Hoorn . 2004 . 4min50”
Allard van Hoorn (Leiden NL, 1968 – vive a Barcellona) usa
un linguaggio visivo fatto di segni, simboli e demarcazioni che
indicano vie alternative nella società contemporanea. Interviene
all’interno dello spazio pubblico con un codice visivo che
evolve in cooperazione alle persone con cui lavora. Sviluppa ed
ha realizzato progetti con diverse comunità locali in vari
punti del mondo, sempre sperimentando nuove situazioni ed interazioni.
E’ un viaggiatore instancabile, ambasciatore di un pensiero
verso una miglior comprensione delle possibilità di co-esistenza
nel nostro pianeta. I video su Urban Mandala documentano un lavoro
atto a creare un sistema aperto in cui le persone possano costruire
un loro linguaggio grafico, inventare i propri simboli. Invita
ad un atto di creazione, per un’attitudine libera e positiva,
tesa al cambiamento costruttivo.
Web: www.allardvanhoorn.com
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Western Shift
. Lee Walton . 2006 . 3min20”
Lee Walton (Walnut Creek, CA, US 1974 – vive fra Brooklyn
e San Francisco) è un Esperienzialista, i suoi progetti
e performances sono giocosi, divertiti, ma pianificati nei dettagli,
in interazione con il mondo che li circonda. Serendipita, inaspettata
combinazione di ruoli e probabilità, il lavoro di Walton
è sempre raffinatamente calibrato, elabora concetti mirati,
profondamente attenti ai patterns quotidiani della vita contemporanea
delle città. Recentemente, Walton sta esplorando molte
questioni, dall’idea di città come pianificazione
abitata di prevedibili e ripetitivi elementi architettonici, all’attenzione
più astratta circa le composizioni spaziali. Western Shift
è un percorso di piccole interazioni, di forme in divenire,
attorno al complesso misto di warehouse occupate da artisti e
abitazioni povere di Moganshan Rd. a Shanghai. Web: www.leewalton.com
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Maestro .
David Cotterrell . 2006 . 5min10“
Il lavoro di David Cotterrell (Londra, 1974) non si può
definire per mezzo della segnalazione dei materiali usati o di
media abituali. David è un artista che progetta installazioni,
servendosi di video, audio, media interattivi, intelligenza artificiale,
programmazione e tecnologie ibride. Il suo è un lavoro
in variazione, multiforme, legato all’azione ed alla considerazione
in situazioni puntuali, specifiche. In generale, può essere
considerato un discorso di riflessione sulle storie umane, in
tensione fra un’attitudine nostalgica e romantica, e un
freddo ironico commento politico. Maestro ne è un esempio,
esplicita questa contraddizione ad un incrocio di Shanghai. Shangri-la
celebra i sobborghi londinesi del 1930, la vistosa e pacifica
lotta degli abitanti per asserire la loro identità dentro
i rigidi parametri di terrazze e case prodotte in serie. Web:
www.cotterrell.com
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Anarchitekton,
Brasilia . Jordi Colomer . 2003 . 3min30”
Anarchitekton,
Osaka . Jordi Colomer . 2004 . 1min40”
Jordi Colomer (Barcellona, 1962, vive fra Barcellona e Parigi);
lavora con interventi e installazioni dense di reminescenze di
azioni anarchiche, adotta un linguaggio rivoluzionario che sovverte
le comuni relazioni fra architettura, urbanistica e controllo
sociale. Anarchitekton è il titolo generico di una serie
di video realizzati come un work-in-progress. Barcellona, Bucarst,
Brasilia, Osaka sono le prime tappe di questo tragitto. Sono video
installazioni che mettono in scena l’architettura e le città
contemporanee come un decoro imponente e fittizio al tempo. Un
personaggio singolare, Idroj Sanicne, percorre le città
contaminando le vie di finzione. I modellini d’immobili
che brandisce sono una sorta di stendardi grotteschi, delle provocazioni
utopiche, delle bandiere di dubbia e discussa libertà.
Web: www.jordicolomer.com
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Panorama Roma
. ZimmerFrei . 2004 . 24min
ZimmerFrei è un gruppo di artisti che ha sede a Bologna.
Nato nel 1999 da Anna Rispoli, Anna de Manincor e Massimo Carozzi,
agisce tra il territorio della performance e quello delle arti
visive, producendo opere di vario formato: installazioni sonore
e video, ambienti, workshop, performance, oggetti e prototipi.
In Panorama_Roma, Piazza del Popolo è stata scelta come
snodo pedonale di impiegati, commesse, turisti e prelati. In questo
set naturale a pianta ellittica la camera, come la lancetta di
un orologio, compie una rivoluzione di 360° in 60 minuti.
Il lavoro sperimenta un flusso temporale extra-ordinario: le riprese
di 8 ore sono state accelerate con un rapporto di 1:20, fino ad
ottenere 24 minuti di video compresso. Lo sguardo della macchina
scopre man mano il profilo del sito incontrando, accanto agli
ignari passanti che sfrecciano precipitosamente, strani esseri
narcolettici che dormono, guardano, fumano, abitano l’architettura
e lanciano segnali misterici. I performer si muovono in un paesaggio
temporale parallelo di cui sperimentano la dimensione della permanenza.
Questo scorrere è carico di presagi e di visioni: altre
possibilità di vita si manifestano. Web: www.zimmerfrei.co.it
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WHAT
HAPPENS
DOCUMENTARI |
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Room Service
for Bombed Buildings . Dionis Escorsa . 2004 . 18min30"
Dionis Escorsa O'Callaghan (Tortosa, Tarragona Es, 1970 –
vive a Barcellona) è alla ricerca di modi non lineari e
rizomatici per narrare la vita umana, politica e sociale. Room
Service for Bombed Buildings è un progetto di recupero
dello spazio e della memoria in aree colpite dalla guerra. A Belgrado,
anni dopo i bombardamenti della NATO, alcuni edifici offrono ancora
lo stesso volto distrutto, testimonianze degli eventi accaduti.
All’interno di uno di essi, le stesse donne che un tempo
s’incaricavano della pulizia e il mantenimento, si riuniscono
di nuovo per fare lo stesso lavoro, come se il tempo non fosse
passato… Web: www.slow-light.net
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Cogito Ergo
Sunt . Costantino Ciervo . 1997 . 19min26"
La ricerca di Costantino Ciervo (Naples It, 1962 – vive
a Berlin) cresce nella sensibilità ad alcune aree tematiche
già ampiamente affrontate dall’artista durante i
suoi studi in scienze politiche ed economiche. Questo approccio
l’ha portato ad esprimere nel proprio linguaggio creativo
alcune specifiche riflessioni sulla contemporaneità. Ad
esempio sulla globalizzazione, sugli ultimi sviluppi della scienza,
della tecnologia o della ricerca genetica, sulle rivoluzioni nell’informatica
e nella comunicazione, sulla complessità delle relazioni
umane. In quest’occasione presentiamo Cogito Ergo Sunt,
un viaggio del 1997 attraverso una città-cantiere, Berlino,
un viaggio documentario e un manifesto delle opinioni dell’artista
sulla globalizzazione e le sue conseguenze.
Web: www.ciervo.org
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InCivic .
Fracisco Blanes . 2008 . 21min 52''
Francisco
Blanes (Bahia Blanca, 1973) è un artista audiovisivo, produttore
e promotore di eventi effimeri, realizza documentari e videoclip.
Civic è un documentario che analizza ludicamente vari aspetti
delle conseguenze della nuova ordinanza sul civismo promulgata
dal comune di Barcellona.
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WHAT HAPPENS
INSTALLAZIONE
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Barulho de
fundo . Renata Lucas . 2006 . simultaneous loops
Renata Lucas (Riberao Preto, 1971 – vive a San Paolo) sviluppa
proposizioni che alterano l’ordine interno dei luoghi in
cui opera, con il tentativo di comprendere e vagliare le possibili
relazioni che si stabiliscono fra lo spazio e un corpo occupante.
La ricerca dell’artista inizia spesso dall’antinomia
fra contenuto e contenitore. In Barulho de fundo, il contenitore
è un edificio immenso di trenta piani, non finito a causa
di complicazioni finanziarie, abbandonato. Le telecamere di sorveglianza
piazzate all’interno mostrano però la presenza di
elementi inaspettati. Esseri fuori habitat, in insolita cattività,
si muovono nello spazio gigantesco e vuoto, accompagnati da un
fantasmagorico silenzio di fondo.
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Ideazione:
A cura di:
Artisti:
Testi:
Sede:
Indirizzo:
Inaugurazione:
Periodo:
Tel:
Fax:
Info:
Web:
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WHAT HAPPENS?
dispari&dispari
project
Andrea Sassi e Margherita Salmaso
Alterazioni Video, Francisco Blanes, Carolina Caycedo,
Costantino Ciervo, Jordi Colomer, David Cotterrell,
Dionis Escorsa, Michael Fliri, Allard van Hoorn, Renata Lucas,
Lee Walton, Rotorrr, ZimmerFrei
Alberto Zanchetta, Margherita Salmaso
Location Industriale
Via V. Monti 25, Reggio Emilia
Sabato 14 ottobre 2006 ore 19.00
Dal 15 ottobre al 12 novembre 2006
da giov a dom dalle 16.00 alle 20.00
0039.335.60973040039.
0039.0522.557344
info@dispariedispari.org
www.dispariedispari.org
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